Trekking per il Carnevale di Lajetto da Condove

A febbraio 2020 ho avuto modo di assistere al Carnevale di Lajetto, un antico carnevale alpino abbandonato negli anni 50 e riproposto dal 2010 dall’Associazione Culturale Le Barbuire e con il patrocinio del Comune di Condove.

Lajetto è una piccola frazione a quota 990 m nel Comune di Condove in Val di Susa.

Si può raggiungere in auto o a piedi tramite diversi sentieri. Io ho intrapreso il sentiero n. 569 che parte da Condove.

NOTE TECNICHE
Luogo e altitudine di partenza: Condove (Piazza Martiri della libertà) 366 m
Altitudine di arrivo: 990 m
Dislivello: 500 m circa      
Lunghezza: 4,20 km
Durata: 4 h circa (andata e ritorno)
Difficoltà E (escursionistico)
Cani: Si
Data escursione: febbraio 2020

Parcheggiate l’auto in prossimità di Piazza Martiri della Libertà a Condove.

Lasciata l’auto, imboccate Via Giacomo Matteotti, poi svoltate a sinistra in via Angelo Perodo e con breve salita raggiungete dapprima il poggio di Molaretto e poi la casaforte della Torretta.

La strada prosegue in piano fino alle Case Lorano per poi divenire mulattiera.

La mulattiera è caratterizzata da rilevante pendenza fino alla Cappella dei Breri, da cui si può godere di una bellissima vista sulla Sacra di San Michele e sulla Val Susa.

Il sentiero prosegue in leggera salita tra fitti boschi di castagni e numerosi piloni votivi.

La mulattiera è detta anche la Vië di Mort, perché, prima che fosse istituita la parrocchia di Laietto (1829) e che la borgata avesse un suo cimitero, era percorsa dai funerali diretti al cimitero di Mocchie.

Arrivati a Lajetto, incontrerete dapprima il cimitero del paese (non potrete non notare la scritta che sovrasta il portale d’ingresso “Oggi a me domani a te“) e poi la piazza principale della borgata con la Chiesa di San Vito, Modesto e Crescenza.

La manifestazione del Carnevale di Lajetto si svolge di regola l’ultima domenica del mese di febbraio e consiste in un corteo di personaggi mascherati (le Barbuire) che possono distinguersi in due gruppi: i “brutti” e i “belli”.

E’ facile intuire chi siano i belli e chi siano i brutti.

Il corteo, accompagnato dalla banda musicale, si snoda per i vicoli e le strade del paese tra gli scherzi e le scorribande dei “Vecchi” e delle “Vecchie”, fino a raggiungere un grande prato dove il pubblico può osservare il momento culminante della rappresentazione: El Pajass taglia la testa ad un gallo (finto) che è stato appeso ad un albero nel mezzo del grande prato e con questo gesto uccide se stesso, decretando la morte del Carnevale, la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

Per il ritorno intraprendete il medesimo sentiero dell’andata e se avrete tempo vi consiglio di fare merenda alla Pasticceria Nostus in Piazza Martiri della libertà a Condove.

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Pubblicato da girulìgirulà

Blog di escursioni e viaggi

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