Dal Rifugio Mongioie alla Grotta delle Vene

La mattina seguente alla notte nella StarsBox decidiamo di fare un’escursione per raggiungere la Grotta delle Vene, una cavità, che unitamente alla contigua Grotta delle Fuse, rappresenta la risorgenza di tutto il sistema del Mongioie.

La Grotta delle Vene risale al XVIII secolo e si sviluppa in profondità per circa 4 km in un reticolo di gallerie, laghetti e sifoni.

È raggiungibile a piedi dal Rifugio Mongioie con una breve e semplice camminata di circa 1 h. Partendo da Viozene occorre seguire le indicazioni per il Rifugio Mongioie (leggi l’escursione da Viozene al Rifugio Mongioie).

Di seguito qualche dato tecnico dell’escursione partendo dal Rifugio Mongioie:

NOTE TECNICHE
Luogo e altitudine di partenza: Rifugio Mongioie 1541 m
Altitudine massima: 1640 m
Dislivello: 119 m
Durata: 1 ora circa (andata)
Lunghezza: 3,2 km
Giro ad anello: Si
Da segnalare: Ponte Tibetano chiuso

Dal Rifugio Mongioie abbiamo intrapreso il Sentiero Ignazio Abbo, che si trova in prossimità del Rifugio e che anticamente era il tracciato che collegava gli abitanti di Viozene a Carnino Inferiore.

Il percorso è quasi tutto pianeggiante a parte l’ultimo tratto finale. Nella prima parte è circondato da pascoli verdeggianti, mentre nella seconda parte è immerso in una pineta.

Oltrepassato il bivio per Viozene (che abbiamo intrapreso al ritorno), abbiamo superato il tratto roccioso attrezzato con corda e da lì a poco abbiamo raggiunto l’imbocco della Grotta delle Vene ubicata sotto la parete verticale della Rocca del Manco.

La Grotta è molto suggestiva, ma la visita dell’imbocco è difficoltosa, in quanto occorre salire una scala di ferro e percorrere una passerella che conduce ad una prima stanza e poi ad una seconda.

La grotta prosegue sviluppandosi per diversi chilometri in un reticolo di gallerie, laghetti e sifoni visitabili solo con le dovute attrezzature e competenze speleologiche.

Per effettuare il giro ad anello al ritorno abbiamo intrapreso il bivio per Viozene e in circa 35-40 minuti siamo arrivati al paese.

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Da Viozene al Rifugio Mongioie per una notte nella StarsBox

Dormire immersi nella natura, addormentarsi contando le stelle cadenti, svegliarsi con un panorama mozzafiato tra maestose montagne dolimitiche e distese di prati fioriti. Tutto questo è possibile grazie ad una notte nella StarsBox.

Che cos’è la StarsBox?

La StarSbox è una casetta di legno ideata nel 2018 dallo Studio di architettura Officina 82 di Garessio (Cuneo) in collaborazione con Saglietti Group sul modello di una tenda da campeggio, ma con alcune comodità di una camera d’albergo. Ogni StarsBox è infatti dotata di un materasso, un copripiumone, asciugamani, prese per caricare il telefono e altre accortezze che rendono il soggiorno più confortevole.

StarsBox

La particolarità di questa casetta è che il tetto è apribile, per cui di notte è possibile ammirare il cielo stellato nel mezzo della natura incontaminata della montagna e allo stesso tempo essere in un comodo letto sotto il caldo piumone.

Ad oggi le StarsBox realizzate sono circa 60.

Alcune di queste si trovano presso il Rifugio Mongioie, un rifugio delle Alpi Liguri, situato a quota 1520 m nell’alta Val Tanaro nel Comune di Ormea. Io ho soggiornato proprio qui in una StarsBox per una notte ad agosto 2021 ed è stata un’esperienza incredibile.

Il Rifugio è raggiungibile solo a piedi tramite una breve e semplice camminata che parte da Viozene, un caratteristico paesino di montagna nel Comune di Ormea dove si parla il brigasco, un particolare dialetto di transizione tra ligure e occitano. Qui infatti ci troviamo al confine tra Piemonte e Liguria.

Ecco qualche dettaglio tecnico della camminata.

NOTE TECNICHE
Località e altitudine di partenza: Viozene 1245 m
Località e altitudine di arrivo: Rifugio Mongioie 1520 m
Dislivello: 300 m circa
Lunghezza: 2,5 km
Difficoltà: E (livello escursionistico)
Durata: 1 h (solo andata)
Cani: Si (possibilità di casetta Dog Friendly)
Escursione: Agosto 2021

Dopo aver lasciato l’auto nei pressi del paese di Viozene ci siamo addentrati all’interno del caratteristico borgo tra case in pietra e antiche botteghe.

Case in pietra di Viozene

Il sentiero per il Rifugio Mongioie parte dalla Chiesa di san Bartolomeo nella piazzetta principale di Viozene. Da qui si imbocca la stradina cementata che sale sul fianco destro della Chiesa. Al termine delle ultime case dopo il vecchio forno la strada diventa sterrata e prosegue nel bosco.

Scorcio sul Monte Mongioie

Il Rifugio Mongioie affaccia su un immenso pianoro, chiamato Pian Rosso, circondato da magnifiche pareti di calcare della dolomia, tra cui domina il Monte Mongioie, che con i suoi 2631 m rappresenta la seconda cima più alta delle alpi liguri.

Situato in splendida posizione panoramica, il Rifugio è stato inaugurato nel 1989 e poi completamente ristrutturato nel 1998. È di proprietà del CAI di Albenga ed è dotato di 46 posti letto e offre i servizi di bar e ristorante.

E’ possibile prenotare il soggiorno nella StarsBox in anticipo ad esempio per un regalo di compleanno.

Il costo del Voucher di € 150 è valido per due persone e comprende: una notte con biancheria, piumone d’oca e asciugamani, la cena in rifugio con menù fisso (bevande escluse) e la colazione a buffet servito. Nel Rifugio ci sono i servizi igienici, le docce e il collegamento wi-fi.

E’ un’esperienza che consiglio vivamente non solo per la notte nella StarsBox, ma anche per i servizi inclusi nel pacchetto. La cena e la colazione offerte dal Rifugio sono caratterizzate da prodotti di ottima qualità.

Peri clienti con cani il Rifugio dispone di una casetta Dog Friendly, che offre gli stessi servizi della StarsBox con un tetto scorrevole ed uno spazio dedicato ai cani.

Il Rifugio Mongioie rappresenta anche un’ottima base di partenza per diverse escursioni, tra cui quella che conduce alla Grotta delle Vene, di cui vi parlerò nel prossimo articolo.

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Itinerario di 7 giorni ad Auronzo di Cadore

Auronzo di Cadore è una meravigliosa cittadina di montagna di soli 3.000 abitanti in Provincia di Belluno in Veneto.

Adagiata sulle rive del Lago di Santa Caterina e circondata da fitti boschi e dal simbolo delle Dolomiti, le Tre Cime di Lavaredo, rappresenta la meta perfetta per una vacanza all’insegna del relax e dello sport.

Ecco il mio itinerario di 7 giorni nella Patria della Canoa.

1° GIORNO: GIRO DEL LAGO DI SANTA CATERINA

Il Giro Lago di Santa Caterina ha una lunghezza di circa 6 km e costeggia quasi interamente gli argini del lago attraversando tre ponti tra cui la Diga di Santa Caterina.

Il Lago è artificiale e ciò lo si intuisce anche dal colore delle sue acque. Si è formato a seguito della costruzione nel 1930 della Diga di Santa Caterina al fine di incanalare l’acqua per alimentare la centrale idroelettrica a valle.

La Diga prende il nome dalla Chiesetta di Santa Caterina che si trova proprio in prossimità della Diga.

Il percorso è quasi tutto pianeggiante e ricco di aree attrezzate per picnic per godere un pranzetto con una splendida vista sul lago.

2° GIORNO: TREKKING DAL LAGO DI MISURINA AL RIFUGIO CITTA’ DI CARPI

Il Rifugio Città di Carpi è il punto più spettacolare per ammirare da vicino i Cadini.

I Cadini sono un gruppo montuoso delle Dolomiti Orientali caratterizzate da una forma particolare. Il loro nome deriva dal termine cadorino ciadìn (catino), ovvero circo, vallone, che si riferisce agli elevati avvallamenti estesi all’interno del gruppo. La vetta più alta è la Cima Cadin di San Lucano (2.839 m s.l.m.), seguita da Cima Eötvös (2.825 m s.l.m.) e da Cima Cadin Nord Est (2.788 m s.l.m.).

L’escursione è molto panoramica e, nonostante il dislivello, non presenta particolari difficoltà.

NOTE TECNICHE
Altitudine di partenza: 1741 m
Altitudine massima: 2190 m
Lunghezza: circa 14 km
Dislivello 700 m
Difficoltà: E (livello escursionistico)
Cani: si
Data escursione: 10/07/2022

3° GIORNO: GIRO DEI LAGHI DI MISURINA E D’ANTORNO

Il Lago di Misurina è un lago alpino naturale a quota 1.754 m. È lungo 2,6 km, mentre la profondità è di 5 m. Le sue acque sono color verde smeraldo e nelle giornate limpide e senza vento è possibile ammirare sull’acqua il riflesso delle Cime di Lavaredo.

Il percorso intorno al Lago è pianeggiante ed è ricco di aree attrezzate per picnic.

Il Lago d’Antorno è sempre un lago naturale, ma è più piccolo del Lago di Misurina. Si trova a quota 1866 m e dista 2 km dal Lago di Misurina. Il giro del lago è breve, ma panoramico e accompagnato da sculture in legno a forma di fungo.

4° GIORNO: LAGO DI BRAIES

Il Lago di Braies non ha bisogno di tante presentazioni. Penso che tutti lo abbiano visto almeno una volta in qualche documentario o in tv nella serie “Un Passo dal Cielo”.

Caratteristica peculiare del Lago è la sua palafitta, che in realtà non è accessibile a tutti, ma solo alle persone che noleggiano una barca per attraversare il lago.

Io vi consiglio di fare il giro del Lago a piedi per ammirarne tutte le sfaccettature. Vi assicuro che vi fermerete ogni due per tre a fare una foto. Ogni angolo del Lago è unico!

Il percorso è lungo 3,6 km, che, a parte un tratto in salita con gradoni, è quasi tutto pianeggiante. Vedrete che non ve ne pentirete!

A mio avviso il Lago di Braies è da annoverare tra una delle meraviglie del Mondo!!!

Informazioni utili: Dal 10 luglio hanno limitato l’ingresso delle auto sulla strada per il Lago per questioni ambientali. Quindi occorre prenotare il parcheggio su questo sito http://www.prags.bz.it

5° GIORNO: MONTE PIANA

Il Monte Piana è una montagna delle Dolomiti a quota 2324 m al confine tra il Cadore e la Val Pusteria ed è definito come un museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale. Infatti, su questo monte, hanno combattuto il fronte italiano e quello austriaco e più di 14.000 soldati hanno perso la vita.

Il Monte Piana non ha solo una valenza storica, ma anche paesaggistica. Da qui infatti si può godere di un panorama a 360 gradi ed in particolare si possono ammirare: Tre Cime di Lavaredo, Paterno, Cadini di Misurina, Sorapis, Cristallo, Croda Rossa e Lago Landro.

Si può salire a piedi (1,30 h) oppure con il servizio jeep (biglietto solo andata 13€ – a/r 20 € – i cani sono ammessi a pagamento). Le auto sono vietate. Noi siamo saliti in jeep per non affaticarci troppo, in quanto già il percorso sul Monte Piana dura dalle 2 alle 4 h ed è quasi tutto esposto al sole. Quindi mi raccomando portate cappellino, crema solare e scarpe da trekking.

Una volta arrivati al Rifugio Bosi, intraprendete il sentiero n. 122 sulla sinistra.
Non seguite il sentiero storico che è quello difficile ed è solo per escursionisti esperti.
Il percorso è numerato e passerete vicino a trincee, postazioni per mitragliatrici, ricoveri per truppe e tante altre postazioni da guerra.

In conclusione, un luogo bellissimo e ricco di storia che consiglio vivamente!

6° GIORNO: RISERVA NATURALE DI SOMADIDA, LOZZO IL PAESE DEI MULINI E VIGO DI CADORE CON LA SUA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

RISERVA NATURALE DI SOMADIDA

Somadida è riserva naturale e patrimonio dello Stato dal 1972. Si estende su un territorio molto vasto (1676 ettari) nella zona chiamata Palus S.Marco.

E‘ il più grande bosco del Cadore, all’interno del quale si possono ammirare abeti rossi, abeti bianchi e faggi.

Se sarete fortunati potrete anche ammirare animali selvatici, tra cui cervi, caprioli, volpi e rapaci.

Curiosità: la foresta di Somadida ha fornito legname alla Repubblica di Venezia per molti anni a partire dal 1493, anno in cui la Magnifica Comunità Cadorina donò questa foresta alla Serenissima Repubblica, che la sfruttò fino al 1797 quando passò invece sotto il dominio francese.

LOZZO, IL PAESE DEI MULINI

Se vi trovate nel Cadore e volete respirare aria di altri tempi, dovete fare una visita a Lozzo di Cadore, un piccolo paese che viene definito “il paese dei mulini” proprio per la sua caratteristica storica di aver ospitato fin dai secoli scorsi numerosi mulini. Lo sfruttamento della forza dell’acqua che scendeva dal Rio Rin serviva per produrre energia elettrica e per far funzionare segherie, lanifici e macine per la farina.

Con una breve passeggiata lungo il Rio Rin potrete ammirare un mulino ad acqua funzionante con due grandi ruote di legno che sfruttano la forza dell’acqua per caduta dall’alto.

VIGO DI CADORE E LA SUA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Un’altra chicca da non perdere è la Chiesa di Sant’Orsola di Vigo di Cadore, piccolo paese poco distante da Lozzo.

Rimarrete a bocca aperta davanti ai meravigliosi affreschi della Cappella, paragonata a quella degli Scrovegni di Padova.

Infomazioni utili: gli orari di visita estivi (9 luglio al 11 settembre) sono dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 18.30

7° GIORNO: GIRO DELLE TRE CIME DI LAVAREDO

Per gli amanti dell’escursionismo da non perdere è il giro delle Tre Cime di Lavaredo. Sarebbe come andare a Parigi e non salire sulla Torre Eiffel.

NOTE TECNICHE
Altitudine di partenza: 2333 m
Altitudine max: 2443 m
Dislivello: 440 m circa
Durata: 4 h circa (a/r)
Lunghezza: 10 km circa
Difficoltà E (livello escursionistico)
Segnavia 101 -105
Anello SI
Cani: si (allenati e disciplinati)
Data escursione: 15/07/2022

Dopo aver parcheggiato l’auto presso il Rifugio Auronzo al costo di 30 € (consiglio di andare al mattino presto per trovare posto), abbiamo intrapreso il sentiero n. 101 alla destra del Rifugio. Già qui il panorama è stupendo e riusciamo ad ammirare i Cadini di Misurina con il cielo sereno.

La prima parte del giro è pianeggiante fino al Rifugio Lavaredo. Da qui una breve salita fino alla Forcella Lavaredo. Si scende per un tratto e le Tre Cime iniziano a vedersi nella loro angolazione naturale. Arrivati al Rifugio Locatelli facciamo una sosta e ci godiamo il meraviglioso panorama. Molti carini i laghi dei Piani che si trovano proprio in prossimità del Rifugio Locatelli.

Il cielo inizia a coprirsi di nuvole e decidiamo di rientrare. Questa volta intraprendiamo il sentiero n. 105 in direzione del Rifugio Auronzo. Si inizia con una discesa abbastanza semplice a parte un tratto un pò esposto e poi una salita con notevole pendenza fino ad arrivare alla Malga dei Pastori. Da qui si continua seguendo le indicazioni per Rifugio Auronzo fino ad arrivare ad un tratto parecchio esposto che non consiglio a persone che soffrono di vertigini, famiglie con bambini piccoli o persone con cani.

Si è concluso così il mio itinerario ad Auronzo di Cadore.

Ora qualche consiglio di natura gastronomica, a mio avviso di fondamentale importanza.

DOVE MANGIARE AD AURONZO DI CADORE

Agriturismo Al Tabia

L’Agriturimo si trova proprio sulle rive del Lago di Santa Caterina e offre piatti tipici della tradizione. Degni di nota i canederli spinaci, e scamorza affumicata.

PANINI E STRUDEL AD AURONZO DI CADORE

Se vi trovate ad Auronzo di Cadore i panini e lo strudel dovete assolutamente prenderli dal Panificio Nuovo Da Ponte.

PANINI A MISURINA

Se siete a Misurina i panini dovete comprarli da Dolomiti Des Alpes. Degno di nota lo speck cotto.

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