Dal Lago Sirio al Lago Pistono, dalla Big Bench alle Terre ballerine

In questo articolo costeggeremo la riva nord occidentale del Lago Sirio, passeremo sopra le rive meridionali del Lago Pistono, faremo tappa alla Big Bench n. 145 ed infine salteremo sui “tappeti elastici” delle Terre Ballerine.

Siamo nel Canavese e precisamente nella zona dei cinque laghi di Ivrea, chiamata così perché nelle vicinanze della città si trovano cinque laghi di origine morenica: Lago Sirio, Lago San Michele, Lago Pistono, Lago di Cascinette e Lago Nero, che si possono ammirare tra l’altro con un altro giro, l’Anello dei cinque laghi, ma oggi effettueremo un percorso diverso.

Pronti, partenza, via!!

Per l’imbocco del sentiero parcheggiate l’auto in prossimità della Cappella di S. Pietro Martire di Ivrea (inserite sul navigatore Via San Pietro Martire, Ivrea).

Cappella di San Pietro Martire di Ivrea

Lasciata l’auto, prendete la strada asfaltata sulla destra della Cappella (segnavia Verde – Anello del Lago Sirio e delle Terre Ballerine).

Il sentiero è semplice e con poco dislivello. La caratteristica di questo percorso è che segue il tracciato della via Francigena ovvero l’antico sentiero che i pellegrini percorrevano nel viaggio tra Canterbury e la Terra Santa passando per Roma.

Scorcio sul Lago Sirio

La strada asfaltata inizia aggirando diverse abitazioni e bellissimi scorci sul Lago Sirio, che costeggeremo solo per un tratto per poi addentrarci nel bosco.

Seguite le indicazioni per Laghi Sirio – Anello Verde.

Oltrepassata la Trattoria Vecchio Cipresso imboccate il sentiero acciottolato sulla sinistra che si addentra nel bosco.

Arrivati al bivio svoltate a sinistra per Anello del Lago Sirio – Corsa dei 5 laghi.

Incontrerete la segnaletica sull’acquedotto romano di Eporedia (nome antico di Ivrea).

Al bivio successivo imboccate il sentiero di destra per Collegamento tra Anello del Lago Sirio e delle terre ballerine – Anello di Montresco.

Lungo il sentiero incontrerete un rudere, un pilone votivo e il bosco umido.

Infine, si aprirà davanti a voi un bellissimo scorcio del Lago Pistono con sullo sfondo il Castello di Montalto Dora.

Il Castello di Montalto Dora si erge a 405 m di quota sul Monte Crovero e le prime testimonianze storiche che ne documentano l’esistenza risalgono al 1140.

Oggi il Castello è di proprietà privata, ma nell’antichità aveva la funzione di fortezza a guardia della strada che da Ivrea conduceva in Valle d’Aosta lungo la via Francigena.

Lo sapevate che il castello è stato lo scenario di importanti film come “Dracula” di Dario Argento?

In prossimità del Lago Pistono è possibile ammirare una riproduzione di una palafitta e di un villaggio del periodo Neolitico.

Nel 2003, infatti, a seguito di una campagna di scavo archeologica promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e Museo Antichità Egizie sono venute alla luce le tracce di un insediamento palafitticolo riferibile al Neolitico.

Per raggiungere la Big Bench n. 145 al bivio proseguite dritto verso il Ristorante Monella. Dietro al parcheggio del ristorante parte il sentiero per la Big Bench con un cartello verde.

Il sentiero si addentra nel bosco e costeggia il lago. Arrivati al bivio proseguire a destra per raggiungere la panchina gigante.

Fate attenzione perchè la stradina per scendere verso la Big Bench non è segnalata. Noi abbiamo avuto difficoltà a trovarla. E’ una stradina in discesa in prossimità di un cartello con scritto a mano terre ballerine.

Big Bench n. 145

Dalla Big Bench torniamo indietro e questa volta al bivio proseguiamo dritto per raggiungere le terre ballerine.

Cosa sono le Terre Ballerine?

Occorre fare una premessa. Originariamente, i laghi non erano cinque, bensì sei. Vi era infatti anche il Lago Coniglio. Ora, al suo posto, ci sono le Terre Ballerine.

Tutto parte da uno strato di torba formatosi sul fondo del lago Coniglio. Per sfruttarlo come materiale combustibile per i forni dei suoi impianti seiderurgici, nel 1895 l’imprenditore François Mongenet decise di prosciugare il lago.

Terminato lo sfruttamento, uno strato di torba è rimasto e galleggia sulla superficie dell’acqua rimanente, una sorta di falda appena sotto la superficie.

La particolarità del terreno torbiero è quello di avere una grande elasticità per cui camminandoci sopra l’effetto è quello di camminare su un materasso ad acqua. Saltandoci sopra poi sembra di essere sui tappeti elastici al parco giochi.

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Pubblicato da girulìgirulà

Blog di escursioni e viaggi

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